STABILITA' 2016:IVA,FISCO IMPRESE E PENSIONI.COSI' LA MANOVRA
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Redazione-Legge di Stabilità 2016, i lavori per la predisposizione del Disegno di legge sono avviati. Prima si chiamava "manovra Finanziaria" e, come ogni anno, è il tormentone economico di rilevanza nazionale, che ci accompagnerà duante tutto l'autunno. Riforma delle pensioni e taglio delle tasse per favorire la ripresa (rivolto sia alle imprese che agli immobili) sono gli argomenti più caldi, su cui si concentrano le principali attenzioni del mondo politico e dei cittadini. Vediamo come si configurano i provvedimenti chiave e i possibili impatti sulle tasche degli italiani.
UNA MANOVRA DA 25 MILIARDI
Si profila un provvedimento pesante, da almeno 25 miliardi (considerando solo le spese obbligatorie), che conterrà nuove misure per sfidare l'andamento del Pil, mantenutosi al di sotto delle aspettative nel secondo trimestre (+0,2%) 2015. Ci dovrebbero essere l'abolizione della Tasi sulla prima casa e dell'Irap agricola, insieme a una nuova riduzione delle tasse sul lavoro e altri interventi fiscali. Ma come sempre bisognerà trovare le coperture adeguate, puntando su una massiccia spending review e facendo leva anche sui margini di flessibilità del deficit da concordare con l'Europa.
PENSIONI
Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha avanzato delle proposte per modificare la previdenza, puntando su una "flessibilità sostenibile" per permettere l'uscita dal mondo del lavoro con un assegno più basso. Sarebbe un cambiamento di rilievo che potrebbe aprire la strada al reddito minimo garantito per gli over 55. Le ipotesi al vaglio sono sostanzialmente tre: consentire un’uscita dal lavoro col calcolo della pensione interamente contributivo; “prestito pensionistico” per favorire l’uscita dal lavoro con alcuni anni di anticipo grazie a un “prestito previdenziale” pari alle annualità di contribuzione mancanti; pensione anticipata con penalizzazione percentuale.
IMU E TASI
Dal palcoscenico del meeting di Comunione e Liberazione e, successivamente, a Pesaro il Premier Matteo Renzi è tornato a parlare di un taglio delle imposte locali, in particolare dell'abolizione della TASI e dell'IMU, che gravano pesantemente sui bilanci familiari degli italiani. A 24 ore dall'annuncio di Renzi, il taglio è stato confermato anche dal ministro Pier Carlo Padoan che ha però precisato "È bello poter abbattere domani, le tasse di 50 miliardi: la vera questione è come si abbattono in modo credibile, come si finanzia questo abbattimento". Come a dire, si può fare a patto di coperture garantite.
IVA: REGIME DEI MINIMI
Il nuovo regime agevolato (o regime forfettario, introdotto con la L. di Stabilità 2015) si è rivelato poco appetibile per coloro interessati ad aprire una partita Iva cosiddetta "povera", dimostrando quanto fosse più conveniente regime dei minimi 2014 (prorogato solo fino al 31 dicembre 2015). La prima modifica dunque dovrebbe prevedere un’estensione temporale del regime dei minimi per ulteriori due anni, rivolto ai contribuenti che hanno avviato l’attività nel periodo di imposta 2015. Pertanto l'aliquota dell'imposta sostitutiva dovrebbe tornare ad essere quella del 5% (e non del 15%, come prevista dall'attuale regime forfettario).
Un secondo intervento volto ad 'addolcire' il regime forfettario dovrebbe veder abrogati i limiti differenziati dei compensi/ricavi a seconda della diversa tipologia di attività per accedere al regime agevolato. Tra le ipotesi contemplate vi è l’applicazione del "vecchio" limite pari a 30.000 euro per tutti i soggetti (indipendentemente dall’attività esercitata), consentendo di estendere considerevolmente il numero dei contribuenti abilitati.
ESTENSIONE IVA PER CASSA
Un altro importante provvedimento in discussione, che riguarda le imprese, prevede la possibilità, per le società di persone e le ditte individuali in contabilità semplificata, di usare il criterio di cassa in deroga al criterio di competenza. Ovvero, la possibilità di aderire in modo generalizzato al criterio di cassa, contabilizzando le entrate e le uscite monetarie al momento dell'effettiva percezione o corresponsione del saldo economico.
TASSE SULLE IMPRESE
Alleggerire il peso del fisco che grava sui lavoratori e sulle imprese, soprattutto per la pmi, è uno degli obiettivi della manovra 2016 (ormai si può definire un leit motiv delle misure in ambito economico). "Nel 2017 giù Ires e Irap", ha annunciato il Matteo Renzi da Rimini. Intanto i tecnici sono al lavoro per delineare i prossimi interventi. Oltre all'auspicato abbattimento delle imposte attraverso una combinazione della riduzione delle aliquote e dell'allargamento della base imponibile (l'opzione più percorribile), si delinea l'ipotesi di un accorpamento delle due (IRES e IRAP) in un'unica imposta sui profitti di impresa.
Potrebbe essere istituita la cosiddetta imposta dell'imprenditore (Iri): il reddito d'impresa sarebbe tassato al 27,5%, come l'Ires, senza più essere colpito dall'Irpef. In questo modo tutte le imprese saranno tassate con la stessa aliquota, indipendentemente dalla forma giuridica.
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