DA SUBIACO A TIVOLI, LA - ANIENE SUMUD CARAVAN - PER LA PACE E I DIRITTI DEL POPOLO PALESTINESE
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Redazione- Una giornata di cammino e testimonianza collettiva per affermare, insieme, i valori universali di pace, giustizia e libertà. Domenica 28 settembre si terrà la “Aniene Sumud Caravan”, un’iniziativa che vedrà cittadini, associazioni, realtà sociali e culturali mettersi in cammino da Subiaco a Tivoli, attraversando la Valle dell’Aniene per ribadire la solidarietà al popolo palestinese.
La carovana vuole essere un momento di incontro e riflessione condivisa: passo dopo passo, i partecipanti porteranno con sé messaggi di impegno civile e testimonianze a sostegno dei diritti umani. Il termine “Sumud”, che in arabo significa “resilienza” o “resistenza nonviolenta”, rappresenta lo spirito con cui il percorso è stato pensato: un invito a non arrendersi di fronte all’ingiustizia e a continuare a cercare vie di convivenza pacifica.
L’arrivo a Tivoli, previsto nel pomeriggio, sarà accompagnato da un evento culturale di grande rilievo: presso le Scuderie Estensi verrà proiettato il docufilm No Other Land, opera che ha ricevuto il Premio Oscar 2025 e che racconta con uno sguardo intenso e umano le vicende di comunità palestinesi minacciate dalla perdita delle proprie terre. La proiezione sarà seguita da un dibattito aperto con attivisti e ospiti internazionali, per approfondire i temi sollevati dal film e connetterli all’esperienza vissuta durante il cammino.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione che lungo l’Aniene ha visto negli anni molte realtà locali farsi promotrici di dialogo, solidarietà e partecipazione civica. La “Aniene Sumud Caravan” 2025 si propone quindi non solo come una manifestazione di sostegno, ma anche come un laboratorio collettivo di cittadinanza attiva, capace di unire cammino, cultura e impegno sociale in un’unica esperienza.
Gli organizzatori sottolineano come la scelta del territorio, con i suoi paesaggi naturali e storici, non sia casuale: la marcia vuole infatti richiamare il legame profondo tra comunità, fiumi e terre, in un parallelismo con le sfide che oggi affrontano milioni di persone in Medio Oriente.
La speranza è che quella di domenica 28 settembre non resti soltanto una giornata di mobilitazione, ma diventi l’occasione per alimentare percorsi duraturi di dialogo, solidarietà e consapevolezza.
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