MIO MARITO SI DIVERTE CON I TRADIMENTI DELLA SUA RUBRICA. È NORMALE ? | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Cara dottoressa, sono sposata con un alto graduato, un militare di livello, abbiamo due figli. Tutto bene finché non è arrivata lei con la sua rubrica piena di uomini che pagano per fare sesso, che fanno cose immorali, tradimenti ecc.
Il fatto è che mio marito aspetta lei il mercoledì e il sabato per farsi delle belle risate e commenti verso i tanti puttanieri o comunque, donnaioli che le scrivono.
Non capisco come un uomo con un ruolo importante possa appassionarsi alle corna altrui, ho pensato che mio marito avesse persino maturato il desiderio di imitare quegli sporcaccioni che le scrivono.
Apriti cielo quando qualcuno gli dice che lo trova bello, lui si esalta anche se risponde che, ahimè, ormai, un tempo lo era.
Ma un uomo di sessant’anni può essere desideroso ancora di piacere?
Insomma, la sua rubrica mi ha destabilizzato perché non riesco a capire il divertimento di mio marito né i commenti ironici che fa ad ogni caso, come se ogni volta aprisse un dibattito sui temi affrontati.
Ancora non ho osato apertamente criticarlo ma vorrei chiedere a lei cosa significa tanto interesse e se mio marito mi sta già tradendo.
E poi, le chiedo se è il caso di portarlo da uno psicologo, per capire i motivi di tanto interesse per una rubrica di questioni si di cuore ma dove, i tradimenti, sono in abbondanza.
Che senso ha leggere certi affari privati di tante coppie?
Ma soprattutto, che senso ha che li legga con tanto interesse anche mio marito?
Non ne capisco la ragione.
Elisa da Ascoli Piceno
Cara Elisa, ti infastidisce che tuo marito rida leggendo una rubrica di confessioni private? Che si diverta con le storie di uomini e donne che tradiscono e sbagliano?
E soprattutto ti disturba che, a sessant’anni, abbia ancora voglia di piacere, sentirsi vivo e magari addirittura ridere?
Da sposati è vietato divertirsi leggendo una rubrica?
Davvero una catastrofe degna di nota, secondo te, ovviamente.
Perché la vera notizia qui, quella che dovresti leggere tra le righe (ma evidentemente il sottotesto non è il tuo forte), è questa: tuo marito è ancora vivo.
Sorride, scherza, si sente parte di un mondo fatto anche di leggerezza, curiosità, malizia, gioco.
E tu?
Lo osservi come si guarda un sospetto
all’ aeroporto, lo scruti come se da un momento all’altro dovesse detonare in un’esplosione di infedeltà.
Hai scritto:
“Un uomo di sessant’anni può essere ancora desideroso di piacere?”
È una domanda talmente triste che mi fa pensare male, di te.
Triste perché riflette un’idea ormai arrugginita di uomo, di età, di desiderio.
A sessant’anni un uomo può — anzi, deve — sentirsi ancora affascinante, vivo, capace di suscitare uno sguardo, ricevere un complimento, non è morto.
Se anche questo gli viene tolto… cosa dovrebbe fare? Andare in pensione anche dalla vita perché così vorrebbe la moglie?
Cosa gli resta? Le bollette? Il ruolo di marito modello, integerrimo, impolverato come un soprammobile in una casa che ha smesso di aprire le finestre? Il distintivo da “alto ufficiale” appuntato anche sull’anima?
Dici che tuo marito aspetta la mia rubrica come un appuntamento fisso.
E ti sorprende?
Certo che lo fa: in quelle storie c’è tutto ciò che in casa sua non trova più.
Un po’ di complicità, un gioco malizioso, un brivido — per sentirsi ancora uomo, non solo padre e colonnello del menage domestico.
E qui arriviamo al cuore del problema: troppe donne, con il tempo, trasformano il marito in un bancomat parlante.
Sempre presente, sempre utile, sempre affidabile... ma guai a ricordarsi che è anche un uomo, con un ego, con del desiderio, con un po’ di sana vanità.
Perché quelle cose sono roba da giovani, da irresponsabili. O da peccatori, giusto?
Forse tuo marito non ti sta tradendo, Elisa.
Molto probabilmente sta solo cercando di respirare qualcosa che da un po’ non sente più in casa.
E se lo fa attraverso una rubrica?
Beh, meglio leggere due confessioni piccanti che buttarsi direttamente nella tana del Badoo.
È un po’ come le signore di una volta, che leggevano i fotoromanzi mentre il marito guardava distratto il telegiornale: tutte emozioni vissute per procura, ma comunque emozioni.
E tu vorresti portarlo dallo psicologo.
Perché ha ancora un briciolo di curiosità sessuale che non passa attraverso il telecomando?
No, cara. Se c’è qualcuno che potrebbe trarre beneficio da un confronto — sei tu.
Anzi, dovreste andarci in coppia, e subito.
Per capire come mai ti spaventi tanto se tuo marito ha ancora un minimo di impulso vitale.
Perché lo vedi come una minaccia invece che come un richiamo a riscoprirvi.
Perché scambi un sorriso con un tradimento imminente, e un desiderio di piacere con una diagnosi clinica.
Non c’è nulla da curare, Elisa.
C’è solo da riaprire gli occhi.
C’è da rivedere il modo in cui guardi quell’uomo con cui hai condiviso anni, figli, una casa, una storia.
È ancora un uomo o solo un erogatore di banconote?
È ancora il tuo complice o solo un elemento d’arredo con grado e pensione?
Quando è stata l’ultima volta che vi siete divertiti insieme?
Temo proprio che tu l' abbia dimenticata!
E comunque, se ti può interessare, non solo tuo marito è puntuale nella lettura della rubrica ma anche tanti professori universitari, magistrati, avvocati, politici e professionisti di ogni genere e livello sociale oltre a moltissime donne. Ridono?
Sicuramente si ma riflettono anche molto, ed è, proprio la riflessione, il suo scopo principale.
Chiunque può scrivere un messaggio privato alla dottoressa Alessandra Hropich su questioni sentimentali, al seguente link:
https://www.facebook.com/La-mia-Posta-del-cuore-104883382245294/
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