ATRI, AL BAR RENÉ IL PRIMO CAFFÈ LETTERARIO PROMOSSO DA ANTONIO LERA. CULTURA, POESIA E IMPEGNO CIVILE PER I GIOVANI
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Redazione- Ieri, nella splendida cornice di Atri, si è tenuto presso il Bar René il primo Caffè Letterario promosso dallo scrittore e psicoterapeuta Antonio Lera, nell’ambito del “Ciclo di incontri sulla promozione dell’educazione dei valori civici, culturali e sociali dei giovani”, iniziativa ideata e sostenuta dall’Associazione Agape Caffè Letterari e d’Europa, da lui presieduta.
Un evento che ha saputo coniugare poesia, arte e riflessione civile, riportando la cultura nei luoghi della quotidianità, dove le persone si incontrano, dialogano e si riconoscono. A voler fortemente questo primo incontro è stata l’artista Alessandra Della Quercia, figura di rilievo nel panorama culturale locale, alla quale è stato conferito il Premio Agape "Arte e Poesia", con la seguente motivazione:
> "Per la sua opera comunicativa intrisa di valori culturali, etici ed estetici."
Un riconoscimento che celebra l’impegno di un’artista capace di fondere espressione estetica e sensibilità sociale, rendendo l’arte uno strumento di crescita e consapevolezza collettiva.
Durante la serata, Antonio Lera ha presentato il suo libro “Quando i poeti tacciono” (Edizioni WE), un’opera intensa che invita alla riflessione sul potere del silenzio poetico e sull’urgenza di restituire significato alla parola, spesso abusata o dimenticata nel frastuono dell’attualità.
Non è mancato un omaggio sentito al grande Eugenio Montale, voce immortale della poesia italiana del Novecento, attraverso letture e riflessioni che hanno riacceso l’eco della sua sensibilità, ancora oggi profondamente attuale.
Ad arricchire il dibattito e la condivisione culturale sono intervenuti Stella Chiavaroli, Margherita Bonfilo e Gabriele Mastellarini, che con i loro contributi hanno dato vita a un dialogo corale e appassionato, segno tangibile del fermento culturale che attraversa il territorio.
Un ringraziamento speciale va alla proprietaria del Bar René, che ha subito accolto con entusiasmo la proposta, offrendo il suo spazio come luogo d’incontro culturale. Un gesto semplice ma importante, che testimonia quanto sia possibile e necessario riportare la cultura nei luoghi comuni, trasformandoli in centri vivi di confronto, partecipazione e crescita.
Quello di Atri non è stato solo un evento culturale, ma un simbolo di come la poesia, l’arte e il pensiero possano tornare protagonisti della vita sociale, soprattutto per le nuove generazioni, che hanno bisogno di spazi e occasioni per esprimersi, ascoltare e costruire il futuro su solide basi etiche e culturali.

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