CRONACHETTA 5:"STRANI INCONTRI"
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Oricola-Non partecipo volentieri ad incontri e convegni. Spesso sono una perdita di tempo. A volte, per curiosità o perché invitato, lo faccio. Mal me ne incoglie. Un paio di anni fa, a Pereto, organizzato dall’Università della Terza età, un discendente di eritrei o somali, tenne una conferenza in cui esaltava la guerra fascista e colonialista di Etiopia (1935-1941), condannata dalla Società delle Nazioni, che portò l’Italia sull’ orlo del disastro economico e che fu condotta in modo spietato contro le popolazioni locali con l’uso di gas, di campi di sterminio nel deserto, di impiccagioni pubbliche contro i resistenti che difendevano la loro terra. Invitato, il 7 dicembre, mi trovo nella Sala Comunale di Carsoli dove all’ingresso mi accolgono “soldati” con le uniformi e le bandiere dell’esercito borbonico. Non è dunque un convegno per approfondire il “Brigantaggio meridionale”. In realtà la riunione serviva a presentare il così detto Movimento neo-borbonico, a battezzare il 12° raduno legittimista, ad esporre le idee del comitato delle Due Sicilie, a vendere libri e CD che esaltavano le gesta dei briganti, spesso delinquenti comuni, ex soldati dell’esercito borbonico, sbandati, fatti passare tutti come eroi, mentre Garibaldi è stato chiamato un “pupazzo” in mano ai Savoia e a Cavour. Non entro nel merito di una questione così importante come il brigantaggio meridionale. Voglio contestare in poche righe il concetto di fondo di questi movimenti conservatori, scissionisti e reazionari. Per loro il Nord ha considerato il Sud come terra di occupazione militare e di conquista violenta contro le popolazioni contadine e se questo non ci fosse stato oggi il Sud sarebbe una terra libera, fiorente e ricca. Allora come mai il 95% delle popolazioni meridionali votarono per l’annessione, contribuendo a formare l’Unità d’Italia? Come mai in più riprese, dallo sbarco dei garibaldini in Sicilia, un esercito di 40.000 soldati borbonici, dotati di armi pesanti, furono più volte sconfitti da volontari, male in arnese, provenienti quasi tutti dalle regioni del Nord? Come mai nessun Stato europeo aiutò Franceschiello rinchiuso a Gaeta? Come mai nessuna azione dei briganti, che avevano anche un seguito di massa, si pose il problema di dare la terra ai contadini? Come mai il brigantaggio fu aiutato ed istigato dalla Chiesa, ostile al processo unitario in difesa dei suoi privilegi e fu foraggiato dai grandi latifondisti terrieri? Come mai il “ridente” regno borbonico fu sconfitto in pochi anni e scomparve dalla storia italiana ed europea? Queste ombre che oggi vagano irrequiete si volgono al passato e non guardano al futuro che si chiama Europa, globalizzazione, mondo. La storia non si fa con i se e con i ma. Ben vengano revisionismi, studi, approfondimenti, ma guai a dimenticare che ancora oggi la Nazione italiana deve farsi Stato, deve costruire nelle menti e nei cuori l’idea e l’amore di Patria, deve diventare Una da tanti e non tanti da Una. Ci sono in giro già troppi populismi e fenomeni disgregativi della società per mettercene uno in più. Posso domandare infine con quale criterio il Comune di Carsoli, espressione dell’Italia unita e repubblicana, ha concesso la Sala comunale e l’Assessore alla cultura ha portato il saluto dell’Amministrazione a questa iniziativa “politica” monarchico-secessionista? Aspetto gentili risposte.
