LEAL: IL LUPO DELLA VAL CHISONE NON VA ABBATTUTO. SERVE UN’ANALISI SCIENTIFICA, NON PUNIZIONI ISTINTIVE
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Redazione- In Alta Val Chisone, nel territorio di Usseaux, un episodio recente ha riacceso la discussione sulla difficile coesistenza tra pastori e fauna selvatica. Durante un attacco al suo gregge, un allevatore ha cercato di sottrarre una pecora all’assalto di due lupi, rimanendo ferito a una gamba da uno degli animali. Le ferite riportate sono state giudicate di lieve entità, ma l’accaduto ha sollevato interrogativi su come gestire in modo equilibrato la presenza dei grandi predatori nelle valli alpine.
Secondo la ricostruzione del guardaparco intervenuto, il morso non rappresenterebbe un vero e proprio gesto di aggressione. Si sarebbe trattato invece di una reazione difensiva: il lupo, spaventato dall’intervento improvviso dell’uomo e del suo cane, avrebbe reagito per istinto.
L’associazione animalista LEAL ha preso posizione chiedendo di non ricorrere all’abbattimento dell’animale coinvolto. L’organizzazione sottolinea che il comportamento osservato rientra nella normale dinamica naturale e invita le autorità a basare ogni decisione su valutazioni scientifiche e non su reazioni emotive.
Per LEAL, l’episodio dimostra l’urgenza di promuovere strumenti di prevenzione e conoscenza, capaci di garantire tutela sia per gli allevatori sia per la fauna selvatica che popola le montagne piemontesi.
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