PESCOCOSTANZO - IL MAGICO BOSCO DI SANT'ANTONIO
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Il Bosco di S. Antonio è da sempre sinonimo di paesaggio fiabesco. In età classica era considerato un lucus, cioè una foresta sacra dedicata a Giove, e nel medioevo fu consacrato a S. Antonio. Il bosco si estende per 550 ettari su una zona sottratta al taglio degli alberi per garantire luoghi di riparo al bestiame e un'area idonea al pascolo degli ovini: è infatti paragonato ai pascoli alberati della penisola iberica, la cui funzione principale era quella di garantire ombra al bestiame che frequentava i pascoli circostanti. Grazie a questo divieto e alla tecnica di potatura detta “capitozzatura”, gli alberi raggiungono dimensioni monumentali e particolari forme a candelabro. Oltre al faggio, vi crescono esemplari di acero, quercia, pero selvatico, tasso, agrifoglio, cerro, il raro pero cordato, oltre alla rarissima orchidea epipactis purpurata, mentre vi abitano specie animali pregiate come il picchio dorsobianco, il picchio dalmatino, la balia dal collare, il lupo, l’orso e il gatto selvatico.Il percorso (Itinerario 10 del Parco) permette di godere e osservare questo ambiente unico. Siparte dal piazzale del Bosco di Sant’Antonio, ci si inoltra per pochi metri all’interno della staccionata e si gira a destra percorrendo il sentiero che si immette nella faggeta per circa 800 m. Poi questo piega a sinistra e, più o meno in piano, in circa 700 m, raggiunge l’eremo di Sant’Antonio.
Continuando il percorso verso sinistra, si rientra nel bosco e si torna al punto di partenza.
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